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6 consigli per creare un piano editoriale social efficace

Redazione DN

10 agosto 2022
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Piano editoriale social efficace

Cos’è un piano editoriale social e perché è fondamentale per costruire una presenza efficace? Quali sono le competenze e gli strumenti necessari per realizzarlo? Le risposte le trovi in questo articolo.

Le piattaforme social pullulano di brand che tentano in ogni modo di emergere.

Ma la sola presenza online oggi non è più sufficiente. È necessario per ogni azienda avere una strategia elaborata ad hoc che sia incisiva per il mercato in cui si posiziona e per il proprio target.

Capire chi sono i tuoi utenti è la base per ogni strategia, dagli aspetti demografici fino ad interessi, bisogni e comportamenti, questi dati sono essenziali per stabilire il tipo di comunicazione, rubriche e tone of voice da utilizzare.

Per questo effettuare un’analisi del mercato online, infatti, è il primo step utile per ottenerli e poter elaborare dopo un piano di azione per iniziare a realizzare il piano editoriale e costruire la tua immagine sui social.

Quando un brand o un’azienda si aprono al mondo digital, infatti, devono considerare il piano editoriale come uno dei tasselli fondamentali di una strategia social e digital più ampia.

Per tutti questi motivi, si tratta di un’attività che non può essere improvvisata, ma richiede l’utilizzo di competenze professionali specifiche.

Ma partiamo dal principio: quando non sono frutto di un’attività sporadica e improvvisata, da dove nascono esattamente i post che vediamo quotidianamente sui social?

Il piano editoriale: dove nascono i post social

Esempio piano editoriale

Un piano editoriale è un documento attraverso il quale viene pianificata la pubblicazione di contenuti e mostra dove, quando e come verranno pubblicati.

In origine, il piano editoriale era utilizzato esclusivamente dall’editoria, e permetteva all’editore di pianificare le pubblicazioni su base annuale.

Oggi, il concetto di piano editoriale non è cambiato ma si è esteso ai molteplici utilizzi dell’inbound marketing e si è adattato anche a blog, social e newsletter.

È uno strumento fondamentale per la strategia di Content Marketing in quanto organizza tutte le attività programmate per ogni canale di comunicazione e aiuta così a coordinare il team e avere una presenza efficace e coerente su tutte le piattaforme digital in un cui l’azienda è presente.

Il piano editoriale nella strategia social

Il piano editoriale social è un documento operativo e strategico basato nello specifico sulla pianificazione di contenuti per ciascuna delle piattaforme in cui vuole essere presente un’azienda.

Sebbene sia un’attività molto complessa è essenziale, e offre svariati vantaggi. Vediamo insieme quali sono:

  • Permette di avere continuità nella pubblicazione;
  • Organizza chiaramente tutti gli argomenti e gli spunti che verranno affrontati;
  • È utile per creare una comunicazione integrata e coerente fra le diverse piattaforme social e l’immagine del proprio brand aziendale;
  • Permette di coordinare il team social nella gestione delle varie piattaforme.

L’importanza degli obiettivi all’origine del piano editoriale

Per ottenere un piano editoriale ben strutturato è importante avere chiari quali sono gli obiettivi di business e di marketing che l’azienda ha stabilito per la sua strategia e che dovranno essere perseguiti con la presenza sui social.

Inoltre, è imprescindibile avere bene a mente qual è il target in termini di età, genere, interessi e comportamenti per costruire al meglio i contenuti da realizzare.

Durante questo step è veramente fondamentale assicurarsi di realizzare un piano editoriale che sia concreto ed in linea con l’intera comunicazione portata avanti dal brand o dall’azienda.

Non dimenticare, però, che per tradurre gli obiettivi aziendali in una comunicazione in grado di elevare il brand, sono necessarie professionalità e competenze specifiche.

Per essere più chiari, vediamo insieme un esempio.

Nel piano editoriale social che abbiamo realizzato per Pasta Toscana, gli obiettivi stabiliti alla base erano principalmente 2:

  1. Distinguersi online dagli altri brand della GDO;
  2. Comunicare le proprie qualità come filiera corta, artigianalità, sostenibilità e km 0, realizzando contenuti ad hoc per il consumatore tipo di Pasta Toscana per far trasparire a 360° la value proposition del brand.

Abbiamo realizzato, dopo un’analisi approfondita del target e del mercato online di riferimento, da cui sono emerse le caratteristiche demografiche e comportamentali del consumatore tipo di Pasta Toscana, un un piano editoriale social in grado di esaltare i plus del brand e soddisfare le esigenze degli utenti, attraverso uno storytelling emozionale informativo.

PT consigli ped 1
PT consigli ped 2
PT consigli ped 3

L’impegno è stato ripagato e ha portato a notevoli risultati, aumentando la brand awareness dell’azienda ed il traffico qualificato sul sito.

Nel complesso abbiamo raggiunto più di 9 milioni di utenti in target solamente attraverso i social e il canale Instagram ha raggiunto ben il 5,32% di engagement per post.

Come realizzare un piano editoriale per emergere nel mondo social

Definire il piano editoriale è un lavoro stimolante quanto complesso, composto da tantissimi elementi di cui tenere conto.

Vediamo insieme, di seguito, i 6 consigli che seguiamo quotidianamente per farlo al meglio:

#1 Pianificare

La pianificazione delle attività è essenziale per un piano editoriale. Durante questo step occorre scegliere giorni, orari e frequenza di pubblicazione.

Questo processo è necessario per avere un programma dettagliato di tutti quelli che saranno temi, testi, formati e piattaforme dove saranno pubblicati i contenuti.

Come vedremo anche tra poco, questa pianificazione non è affatto casuale, ma si basa sull’analisi dei dati pregressi e comportamenti degli utenti che possiamo scoprire attraverso l’utilizzo di strumenti e tool specifici.

Nel caso che il piano editoriale si riferisca ad un pagina o profilo aperti ex novo, la soluzione migliore consiste in una prima fase di testing per stabilire quali sono i giorni e gli orari in cui la nostra community è più attiva e propensa all'interazione.

#2 Differenziare i contenuti per ogni piattaforma

Ogni piattaforma è unica e un piano editoriale che coinvolge più social network deve diversificarsi in base a ciascuno di essi.

Contenuti, formati e testi dei post dovranno essere quindi logicamente riadattati o addirittura omessi da alcuni social network.

McLuhan, uno dei principali maestri della comunicazione, d’altronde afferma proprio che “il mezzo è il messaggio”, infatti è chiaro che la modalità in cui riporteremo una news su LinkedIn, non corrisponderà naturalmente alla stessa modalità in cui lo faremmo su TikTok.

Ogni piattaforma social, infatti, nasce con obiettivi diversi e, di conseguenza, diversi tone of voice e best practice alle quali è necessario uniformarsi per comunicare il proprio brand o azienda nella maniera più efficace.

#3 Impostare una grafica coerente

Entrare nel mondo dei social richiede una coerenza comunicativa in linea con il brand. Questo si può ottenere su due fronti: il primo è quello della grafica.

Un’estetica di impatto, arricchita da font e colori rappresentativi è fondamentale per comunicare al meglio identità e valori.

Inoltre, un’immagine continuativa trasmetterà ordine, serenità e chiarezza.

Feed agenzia DEF

#4 Stabilire il giusto tone of voice

Il tone of voice è l'altro aspetto fondamentale volto a dare coerenza al piano editoriale ed ha un’influenza enorme sulla sua buona riuscita.

La sua definizione si basa sul contesto in cui opera il brand e sulla piattaforma social in cui abbiamo deciso di comunicare.

Ad esempio, nel piano editoriale social che abbiamo realizzato per Nuove Acque avevamo come obiettivo quello di far comprendere al lettore, attraverso la pagina Facebook unbranded Lamiacqua, quelle che sono le complessità che si celano dietro le attività industriali delle risorse idriche.

Per scegliere il corretto tone of voice ci siamo basati sulla target audience della piattaforma Facebook, fondamentale per costruire un corretto piano editoriale, e abbiamo utilizzato un linguaggio semplice e chiaro che potesse essere diretto veramente a tutti i cittadini.

Questo lavoro, oltre ad aver impattato positivamente sulla reputation dell’azienda, ha permesso di far crescere l’engagement della pagina, con cui almeno 2.900.000 persone hanno interagito.

Post social esempio 5
Post social esempio 4

#5 Organizzare in rubriche

Dopo aver scelto cosa e come comunicare, è necessario organizzare i contenuti scelti in rubriche e format continuativi che evolveranno nel corso del tempo.

È importante che queste rubriche siano sostenibili in quanto il piano editoriale non viene prodotto una volta sola, ma si tratta di un’attività a tempo indeterminato.

Se si ha l’intenzione di essere presenti sui social, dovremo esserlo in modo continuativo, ed è necessario, per mantenere una cadenza di pubblicazione stabile, decidere fin da subito quali tipologie di post possiamo o meno portare avanti in base alle risorse a disposizione.

In questo momento diamo largo spazio alla creatività, ma sempre con un pizzico di concretezza.

I contenuti che andremo a realizzare dovranno essere allo stesso tempo accattivanti e strategici.

Inoltre, i contenuti devono essere sempre calati nel qui e ora e quindi adattarsi velocemente a quelle che sono situazioni o trend attuali.

Un esempio?

La campagna digital che abbiamo realizzato nel periodo della pandemia - durante il 1° lockdown - per il lancio dell’app mynudgeplan di XL-S Medical Forte 5 dedicata a un servizio di coaching online.

In questa situazione ci siamo mossi all’istante intercettando strategicamente la necessità delle persone di mantenersi attive durante un momento così delicato come quello del lockdown.

Attraverso un tipo di comunicazione mirata e ingaggiante siamo riusciti a far sentire la nostra vicinanza ai consumatori mettendogli a disposizione un servizio che potesse supportare da remoto a ritrovare il giusto benessere fisico e mentale.

Post social esempio 6
Post social esempio 7

#6 Monitorare l’andamento e analizzare i dati

Infine, una volta che abbiamo esordito con la pubblicazione dei post previsti dal piano editoriale, dovremo monitorare quotidianamente l’andamento dei risultati sulle varie piattaforme social in cui verranno pubblicati.

Grazie ad un’analisi dei dati costante, è possibile capire quali contenuti vengono più o meno apprezzati dagli utenti che ci seguono e avere indicazioni preziose per apportare eventuali modifiche e capire quindi quali sarebbe meglio rivedere o eliminare.

Quali sono gli strumenti per realizzare un piano editoriale social?

Per svolgere tutte queste attività è utile e necessario avvalersi dell’utilizzo di alcuni programmi e tool specifici.

Google Sheets è il più comune e viene utilizzato per la creazione di fogli di lavoro in cui organizzare un calendario editoriale contenente tutto ciò che serve per il piano editoriale: post, formati, copy, grafiche, piattaforme, mesi e cadenza di pubblicazione.

Altri tool come Iconosquare o Agorapulse, invece, permettono al team social di schedulare i post e monitorare successivamente le loro performance sui vari canali e di farlo contemporaneamente per tutti i vari brand per cui il team lavora.

Monitoraggio post social
Screen andamento 2

Risultati vs tempo: comprendere l’efficacia di un piano editoriale social efficace

Abbiamo visto che il piano editoriale è uno degli strumenti principali in una buona strategia social, ma ricorda che se questa viene improvvisata difficilmente ti porterà al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Se vuoi realizzare un piano editoriale social efficace che ti permetta realmente di tradurre esigenze e obiettivi aziendali in una comunicazione che possa elevare la tua azienda o il tuo brand, ti consigliamo di rivolgerti a professionisti del settore (come noi 😉).

Vuoi saperne di più? Scopri i nostri servizi.

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